Biga di Monteleone di Spoleto – comunicato stampa

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La regione si attivi presso il Ministero della cultura affinché la Biga di Monteleone di Spoleto, illecitamente esportata in America dove dal 1903 è illegittimamente esposta al Metropolitan Museum di New York (“Golden charriot”), sia inserita nella lista dei beni trafugati dall’Italia, quale primo atto finalizzato a richiederne e ottenerne il rimpatrio, predisponendo al contempo un progetto contenente azioni e tempi ritenuti utili allo scopo, da sottoporre al Consiglio regionale entro il corrente anno.

E’ quanto chiede il Capogruppo di FdI-Alleanza Nazionale Franco Zaffini con una mozione che impegna la GR ad attivarsi per riportare in Italia la pregevole Biga di epoca etrusca, dal valore oggi inestimabile, risalente al VI secolo a.c. e rinvenuta casualmente nel territorio di Monteleone di Spoleto da un contadino umbro agli inizi del secolo scorso (1902).
Zaffini, firmatario e convinto sostenitore della petizione online sottoscrivibile sul sito Tuttoggi.info a sostegno del rimpatrio della Biga, chiede un sussulto di orgoglio nazionale e spiega che il Metropolitan Museum of Art di New York trattiene illegittimamente il reperto poiché sembra non esistere alcun atto formale in grado di provare la regolare acquisizione della “Biga di Monteleone” da parte del Munseo newyorkese, titolo che, peraltro, sarebbe comunque illegittimo atteso che all’epoca era vigente l’Editto del Cardinal Pacca (1820) che vietava l’esportazione di reperti artistici e archeologici quali beni inalienabili, ancora prima della emanazione, nel 1902, della Legge Nasi relativa alla inalienabilità dei beni pubblici e al diritto di prelazione dello Stato sulle vendite private (emanata poche settimane dopo la presunta vendita della Biga).
Secondo Zaffini la Biga rappresenta una straordinaria e irrinunciabile testimonianza storica e archeologica, nonché un’importante fonte di sviluppo economico e turistico per l’Italia, per l’Umbria e la Valnerina- è impensabile rinunciarvi, anche perché in passato il Carlos Museum di Atlanta, per esempio, ha restituito all’Egitto la mummia di Ramses I nel 2004, dopo averla tenuta per 173 anni e il Museum of Fine Arts di Boston ha riconsegnato nel 2010 al Museo diocesano di Trento, 50 anni dopo l’acquisto, un pregevole ricamo basso medievale disperso durante la seconda guerra mondiale.

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