Droga a Perugia: la Commissione d’Inchiesta della Regione descrive una situazione gravissima

In questi giorni Perugia è di nuovo al centro dell’attenzione pubblica e mediatica a causa delle quanto meno infelici dichiarazioni dell’ormai ex Prefettto. Fermo restando che il terribile problema della droga e della sua diffusione, nonché del relativo indotto di microdelinquenza, è un problema sociale che dovrebbe vedere schierati in prima linea Istituzioni, Famiglie, Scuole e tutte le altre agenzie di socializzazione, il ruolo delle istituzioni e le responsabilità che ad esse competono non possono essere derogate o trascurate.

Sul tema della tossicodipendenza si è pronunciata di recente la Commissione d’Inchiesta “Analisi dei fenomeni di criminalità organizzata e tossicodipendenze” voluta dal Consiglio Regionale dell’Umbria.

La relazione che la Commissione firma (vedi allegato Pdf) per il 2014 è davvero sconcertante e disegna una situazione decisamente fuori controllo.

Si legge nella relazione. “La dimensione e la estensione del consumo e dello spaccio di sostanze illecite in Umbria, soprattutto a Perugia, è di una vastità allarmante. Siamo al massimo livello di guardia e non sono ammesse sottovalutazioni”.

La commissione ritiene che “la diffusione di massa del consumo di sostanze stupefacenti, e lo spaccio che ne è conseguito, ha preso l’avvio con la ricostruzione del terremoto del 1997 e con l’insediamento in Umbria di imprese provenienti da aree ad alta densità mafiosa. Statistiche dei Ser.t mostrano un’impennata dei casi di tossicodipendenza proprio alla fine degli anni ’90”.  Il fenomeno è cresciuto a dismisura “nella sottovalutazione generale delle autorità di pubblica sicurezza e delle amministrazioni”. Tale sottovalutazione è dipesa dalla generale convinzione che “consumo e tossicodipendenza fossero strettamente legati e che lo spaccio fosse praticato soprattutto da tossicodipendenti. la tossicodipendenza, infine, era considerata un fenomeno di natura sociale, manifestazione di un grave stato di disagio personale, con una componete sanitaria rilevante”.

Progressivamente il consumo si è nato slegando dalla tossicodipendenza, divenendo un’abitudine non più circoscrivibile e pericolosamente diffusa “Ciò nel senso che l’area del consumo è divenuta via via più vasta e generalizzata rispetto a quella della effettiva tossicodipendenza. Soprattutto in alcuni strati della popolazione, difficilmente assimilabili a quelli tradizionali dei contesti di emarginazione e di fragilità personale, il consumo di stupefacenti è divenuto un’occasione di massimizzazione di esperienze emotive e sensoriali, collegate ad occasioni di incontro e di divertimento”.

Nel descrivere dettagliatamente la situazione a Perugia e in Umbria, la Commissione d’Inchiesta spiega meccanismi sociali e legami con la criminalità. Le Autorità e le Istituzioni non possono scaricare responsabilità, che pure esistono, sulle famiglie e sul tessuto sociale, la relazione dimostra che i meccanismi sono evidenti e quindi non più trascurabili.

RelazioneCommissioneInchiesta2014

 

 

 

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