FAQ sulle Istituzioni

FAQ sulle Istituzioni nazionale e regionali

La Costituzione Italiana

Clicca per scaricare la Costituzione Italiana

Istituzioni Nazionali

Presidente della Repubblica

Come si elegge

In base alla Costituzione della Repubblica italiana può essere eletto Presidente della Repubblica qualsiasi cittadino italiano che abbia compiuto i cinquant’anni e goda dei diritti civili e politici. Ad eleggere il Presidente della Repubblica è il Parlamento riunito in seduta comune, dunque con tutti i senatori e i deputati riuniti alla Camera. Il primo atto è la convocazione dei comizi elettorali da parte del presidente della Camera. A integrare il corpo elettorale, costituito dai parlamentari più i senatori a vita, la Costituzione prevede la presenza, tra i grandi elettori, di tre delegati per ogni regione italiana, tranne la Valle d’Aosta che ne designa uno solo. È necessaria la maggioranza di due terzi (671 voti) dei componenti dell’assemblea nei primi tre scrutini e la maggioranza assoluta degli stessi (504 voti) dal quarto in poi.

Il Parlamento viene riunito dal presidente della Camera in seduta comune 30 giorni prima che scada il mandato presidenziale.

L’elezione del capo dello Stato avviene a scrutinio segreto all’interno dell’aula della Camera dei deputati eletta a seggio unico. Nella cabina elettorale, un palchetto oscurato posto sotto la presidenza, i grandi elettori scrivono la loro preferenza (nome e cognome, oppure solo il cognome, scheda bianca o scheda nulla) che poi depositano nell’urna. Per consuetudine votano prima i senatori, poi i deputati, infine i delegati regionali.

Quali funzioni svolge

Il mandato presidenziale dura sette anni. La carica è volutamente sfalsata rispetto alla durata ordinaria delle Camere (cinque anni), rendendo impossibile, ma solo teoricamente, che le stesse Camere possano rieleggere due volte lo stesso presidente. Il Presidente della Repubblica entra in carica al momento del giuramento di fedeltàalla Repubblica e alla Costituzione, giuramento che avviene con un messaggio davanti alle Camere riunite in seduta comune.

Il mandato presidenziale non può essere sospeso: in caso di prolungata assenza dalla sede per viaggio all’estero o impedimento fisico, la supplenza dell’incarico è affidata al presidente del Senato, che è un presidente “supplente”, non un suo “vice”. Cause di interruzione definitiva del mandato sono le dimissioni volontarie, la morte, malattia permanente, la destituzione per alto tradimento e attentato alla Costituzione.

Parlamento

Come è composto

Il parlamento è composto da due assemblee: la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica. Le due assemblee operano separatamente, solo in casi eccezionali si riuniscono e costituiscono un terzo organo chiamato parlamento in seduta comune. Il senato non è interamente elettivo. Fanno parte del senato anche: 5 senatori a vita e tutti gli ex presidenti della repubblica.

Come si elegge

1. la Camera dei Deputati

La Camera è rinnovata, come il Senato, ogni 5 anni, salvo i casi di scioglimento anticipato. I deputati sono 630 e vengono eletti dai cittadini che abbiano compiuto 18 anni. Per essere eletti, invece, è necessario aver compiuto 25anni d’età(art. 56 Cost.). Dal 2006 12 deputati vengono eletti dai cittadini italiani residenti all’estero.

2. Il Senato

Il Senato è rinnovato, come la Camera, ogni 5 anni, salvo i casi di scioglimento anticipato. Viene eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero. Il numero dei senatori, eletti tra i cittadini italiani che abbiano compiuto i 40 anni d’età, è di 315, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero. Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette, eccetto il Molise che ne ha due e la Valle d’Aosta uno. La carica di senatore è elettiva e termina con la fine della legislatura, tuttavia fanno parte del Senato anche alcuni senatori a vita in numero variabile.

Quali funzioni svolge

Il sistema parlamentare italiano si caratterizza per il bicameralismo perfetto: nessuna Camera può vantare una competenza che non sia anche dell’altra Camera.

Alle due Camere spettano la funzione legislativa, di revisione costituzionale, di indirizzo, di controllo e di informazione nonché altre funzioni normalmente esercitate da altri poteri: ovvero la funzione giurisdizionale e la funzione amministrativa.

La riforma del Senato in discussione

Il “nuovo” Senato dovrebbe essere composto da 150 membri.

Ne faranno parte: 108 sindaci dei comuni capoluogo, 21 presidenti di regione e 21 esponenti della società civile che vengono temporaneamente cooptati dal Presidente della Repubblica per un mandato.

Alcuni punti che dovrebbero essere non negoziabili:

  • L’assemblea delle Autonomie (così si dovrebbe chiamare il nuovo Senato) non voterà più la fiducia al governo
  • L’assemblea delle Autonomie non voterà nemmeno le leggi di bilancio (su questi punti c’è l’accordo di gran parte del Parlamento)
  • Il Senato sarà “non elettivo”
  • Non sono previste indennità per i componenti, essendo già pagati dallo stato per altra carica
  • Il nuovo Senato si potrà occupare solo di materia costituzionale ed elettorale, di trattati internazionali, di diritti fondamentali della persona, di commissioni d’inchiesta

Governo

Nomina

L’art.92 della Costituzione disciplina la formazione del Governo con una formula semplice e concisa: “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri”.
Secondo tale formula sembrerebbe che la formazione del Governo non sia frutto di un vero e proprio procedimento. Invece, nella prassi, la sua formazione si compie mediante un complesso ed articolato processo, nel quale si puòdistinguere la fase delle consultazioni (fase preparatoria), da quella dell’incarico, fino a quella che caratterizza la nomina.
Prima di assumere le funzioni, il Presidente del Consiglio e i Ministri devono prestare giuramento ed ottenere la fiducia dei due rami del Parlamento come prescritto dagli articoli 93 e 94 della Costituzione.

Funzioni

La legge 400/88 indica dettagliatamente le attribuzioni del Consiglio dei Ministri.

Il Governo può esercitare la funzione legislativa in due ipotesi previste e disciplinate in modo tassativo dalla Costituzione quando:

  • il Parlamento stesso conferisce al Governo – con un’apposita legge di delega, secondo principi e criteri predeterminati e per un tempo definito – il compito di provvedere ad emanare decreti legislativi aventi forza di legge;
  • puòadottare, autonomamente e sotto la sua responsabilità, decreti-legge per fronteggiare situazioni impreviste e che richiedono un intervento legislativo immediato. In questo caso, il Parlamento si riserva, nei sessanta giorni successivi, di convertire in legge, anche con modifiche, il decreto. In caso contrario, il decreto legge decade.

Al Governo è attribuita, in via ordinaria, la potestà di emanare regolamenti, che costituiscono una fonte secondaria di produzione giuridica. Con essi il Governo può dare attuazione ed integrare le disposizioni legislative, può disciplinare l’organizzazione delle pubbliche amministrazioni e può regolare materie che la Costituzione non riserva in via esclusiva alla legge.

Il Governo non esercita soltanto poteri normativi ma ha anche il compito di deliberare la nomina dei soggetti che rivestono incarichi di massimo rilievo nell’amministrazione dello Stato e negli enti pubblici. Ad esempio, la nomina dei Segretari Generali dei Ministeri, o dei Capi dei dipartimenti, struttura articolate al loro interno in ulteriori uffici di rango dirigenziale generale, è disposta con decreto del Presidente della Repubblica previa deliberazione del Consiglio dei Ministri.

Istituzioni Regionali

Viene eletto Presidente della Regione il candidato che ottiene il maggior numero di voti, mentre, per quanto riguarda i Consiglieri regionali, 6 posti vengono assegnati ai candidati inseriti nella stessa lista regionale del presidente.

Gli altri 24 seggi (in totale il Consiglio regionale dell’Umbria dispone di 30 consiglieri più il presidente della Giunta) vengono eletti sulla base di liste provinciali concorrenti con il sistema proporzionale, sulla base del numero dei residenti nelle due province umbre che determina una ripartizione dei seggi in ragione di 18 consiglieri eletti nella provincia di Perugia e 6 in quella di Terni.

Per eleggere un consigliere, una lista provinciale deve ottenere almeno il 3 per cento dei voti espressi in tutta la Regione, oppure deve essere collegata a liste regionali che abbiano superato il 5 per cento dei voti totali.

Per legge, chi vince le elezioni deve comunque avere almeno il 60 per cento dei seggi in Consiglio regionale.

Se questa soglia non viene raggiunta, vengono assegnati seggi alla coalizione vincente fino al raggiungimento di questa soglia percentuale, sottraendoli alle coalizioni che non hanno vinto.

Le coalizioni perdenti hanno diritto ad almeno il 35 per cento dei seggi in Consiglio regionale, qualora raggiungano complessivamente la soglia 25 per cento delle preferenze. In questo caso, vengono attribuiti dei seggi aggiuntivi (sottratti alla coalizione vincente) fino al raggiungimento del 35 per cento.