POLIZIA PENITENZIARIA: l’interrogazione parlamentare di FdI-An su nostra segnalazione.

Giorgia Meloni al carcere di Spoleto incontra i rappresentanti della Polizia Penitenziarie

Giorgia Meloni al carcere di Spoleto incontra i rappresentanti della Polizia Penitenziaria

Nella seduta della Camera del 14 aprile, Fabio Rampelli (Capogruppo alla Camera dei Deputati di Fratelli d’Italia) ha presentato una interrogazione al Ministro della giustizia per chiedere attenzione e rapide soluzioni alle problematiche sempre meno sostenibili che affliggono il lavoro della Polizia Penitenziaria.

La premessa dell’interrogazione è chiara:

negli ultimi anni gli agenti di Polizia Penitenziaria hanno subito pesanti penalizzazioni, costretti a lavorare in condizioni disumane, mal pagati, costretti ad operare in assenza dei requisiti minimi di sicurezza e sottoposti a turni massacranti a causa della cronica carenza di organico, che continua ad aggravarsi in seguito ai blocchi delle assunzioni nella pubblica amministrazione;

al blocco del turnover nel comparto si aggiungono il congelamento degli stipendi e l’innalzamento dell’età pensionabile, ora sembrerebbe che si sia tentando di far pagare al personale di polizia che vive presso le caserme degli istituti penitenziari il canone di affitto e d’uso degli alloggi collettivi (indecorosi).

Con la legge di stabilità per il 2014 si è intervenuti anche in merito al pagamento degli straordinari, stabilendo che la prestazione lavorativa resa nel giorno destinato a riposo settimanale o nel festivo infrasettimanale, non dà diritto a retribuzione di lavoro straordinario se non per le ore eccedenti l’ordinario turno di servizio giornaliero.

A fronte di tale interpretazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 170 del 2007, il Ministro della Giustizia ha disposto il recupero delle somme corrisposte negli anni 2012-2013 in presunto eccesso e che ogni dipendente dovrà provvedere alla restituzione delle somme dovute anche in baso ad un piano di rateizzazione previa redazione di apposito piano di ammortamento.

A fronte di questa continua decurtazione di somme dovute agli agenti di polizia penitenziaria, imputate a ristrettezze di bilancio, il Governo ha stanziato oltre 20 milioni di euro in tre anni per attuare le norme di cui al decreto legge 28 giugno 2014, n.92, in materia di RIMEDI RISARCITORI IN FAVORE DI DETENUTI E INTERNATI.

La richiesta è di rivedere tutti questi provvedimenti che penalizzano in modo insopportabile il Corpo di Polizia Penitenziaria e di prevedere un integrazione di stanziamenti finanziari che permetta:

– la necessaria integrazione degli organici

– il corretto pagamento di tutte le somme dovute agli agenti

– garantire che possano operare in condizioni di sicurezza.

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